ART&more: chi sono gli artisti coinvolti?

gloTM torna in veste di mecenate dell’arte con il progetto ART&more che sposa perfettamente l’anima e il cuore di Napoli, una delle città più belle del mondo, scelta come tappa inaugurale del progetto a carattere nazionale che qui vedrà sorgere un’imponente opera artistica sul lungomare.

L’evento si pone l’obiettivo di sostenere l’arte in tutte le sue forme, tramite un’opera di street art che occuperà 4000mq in Via Caracciolo.

Il colore è il vero protagonista: inaspettato, fuori dall’ordinario, modifica la percezione di un panorama già mozzafiato, rendendolo unico anche agli occhi di chi lo conosce a memoria. Il colore è il mezzo attraverso il quale l’arte, la street art, si esprime e che gloTM celebra attraverso il nuovo device Hyper+.

Conosciamo meglio i 9 street artist che, assieme a 12 studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, daranno forma all’evento.

JORIT

Jorit Ciro Cerullo, conosciuto semplicemente come Jorit, è uno street artist dallo stile inconfondibile, che affianca il profondo realismo pittorico a forti messaggi di natura sociale. Volti umani marchiati con due strisce rosse sulle guance, che rimandano ai rituali africani, al passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il momento simbolico dell’ingresso nella tribù, la sua “Human Tribe”.

SARA” è il titolo della sua opera per gloTM. Gli occhi di Sara sono blu come il mare di Napoli e guardano all’infinito del mare come alle infinite possibilità di una città che, tra mille contraddizioni, ha però regalato al mondo eccellenze nella musica, nell’artigianato, nell’arte. È lo sguardo di una ragazza che sogna e che, in qualche modo, rappresenta la speranza, un richiamo al divenire, al futuro della città. In questo periodo, Sara può rappresentare anche la rinascita e un rimettersi in cammino.

CREF

Art director, designer, visual artist e video director italiano, Enzo Cref si avvicina al mondo dell’arte scoprendo i graffitinel 1997. Il suo lavoro spazia tra diversi media: dalla pittura all’installazione, dalla grafica al video, in un continuo mescolarsi tra arte, design e comunicazione. Le protagoniste delle sue opere sono lettere e parole nelle loro diverse forme e nella loro valenza espressiva o puramente estetica, in quanto codice di comunicazione.

L’elemento più interessante della sua opera dedicata al progetto ART&more è la struttura geometrica della pianta della città antica di Neapolis, un incrocio geometrico di linee che formano una vera e propria griglia stradale, ancora oggi preservata, nella quale sono addirittura rintracciabili le proporzioni auree. Questo intreccio di vicoli crea un vero e proprio labirinto. È qui che nasce l’idea per l’opera denominata “IL LABIRINTO DI PARTHENOPE”. Il legame della sirena con la città di Napoli è profondissimo: per i napoletani è la “madre” della terra che li ha generati, ed è per questo che loro sono chiamati partenopei.

ZEUS

Luca “Zeus40” Caputo ha iniziato a dipingere affascinato dai graffiti che circondano la periferia della sua città, decidendo di seguire le orme dei grandi writer campani. Nei primi anni si ispira fortemente ai wildstyle newyorkesi ma con uno studio costante ed approfondito riesce ad allontanarsi dagli standard classici, maturando un lettering innovativoe personale. Realizza molti interventi di restyling urbano ed organizza corsi e workshop di writing all’interno di scuole ed enti pubblici, anche all’estero, per la diffusione della aerosol culture.

La sua opera “CONGIUNZIONI” si basa sul concetto che dentro ogni essere vivente coesistono due forze opposte. Esse hanno radice una nell’altra, sono interdipendenti fra loro e come per lo Yin e lo Yang l'una non può esistere senza l’altra. La convivenza di questo dualismo dà vita a qualcosa di eccezionale ed unico. Ecco perché nel suo progetto sono presenti un giovane uomo ed una giovane donna che gravitano uno intorno all’altro in un ciclo perpetuo, in perfetto equilibrio tra di loro.

EL NIGRO

Innamorato dell’arte sin da piccolo, El Nigro si forma a Napoli tra Accademia di Belle Arti, Street Art e studi di tatuaggi. Infatti oggi il suo nome è fortemente associato al mondo del tattoo, ambito in cui si è guadagnato riconoscimenti e pubblicazioni sia in Italia che all’estero. Cinema, letteratura, poesia, musica ed antiquariato sono solo alcune delle passioni da cui trae ispirazione per i suoi lavori dal bianco e nero ad alto contrasto, facilmente riconoscibili e richiesti a livello globale. Le sue illustrazioni ed i suoi dipinti sono oggi presenti in numerose collezioni private in tutto il mondo.

L’opera proposta per il progetto vuole andare ad indagare, con una chiave di lettura aperta a tutti, la pluralità e le diverse prospettive del singolo “multividuo”, concetto antropologico in contrapposizione all’idea generalizzata e ormai obsoleta di “individuo”. Un tema molto sentito oggi in tutti i campi della vita e che sta riscontrando sempre più consensi.

SHAONE

È difficile inquadrare la figura di Shaone in confini precisi e delineati. Infatti, nel corso della sua carriera ha saputo inventarsi e reinventarsi nei diversi mondi artistici che ha incontrato lungo il suo cammino. Attualmente i suoi maggiori sforzi si concentrano nel campo musicale come rapper. Inoltre, continua, tutt'oggi a lavorare nel campo artistico come disegnatore, illustratore, fumettista, pittore, scultore, grafico, scenografo, costumista, coreografo, creatore di effetti speciali, musicista, scrittore, compositore, attore e drammaturgo.

Anche il soggetto del suo lavoro è la sirena Parthenope. Il manto stradale della città di Napoli, in questo caso, viene sostituito dal fondo di una ipotetica piscina dove Parthenope intraprende un viaggio per cercare nuovi spazi e scappare da quella vasca opprimente, una gabbia che la costringe a convivere con una forza divoratrice che, come unico scopo, ha quello di imporre la propria legge naturale a discapito di una pacifica convivenza.

L'utilità ed il bello, la forza e l'accoglienza, il potere e la cultura a confronto.

COCCHIA

Art director, designer e artista, Alessandro Cocchia è stato docente presso l'Università di Architettura Federico II di Napoli, l'Accademia di Belle Arti di Napoli e l'Istituto Superiore di Design dove è stato anche coordinatore del corso di comunicazione visiva. Ha ricevuto diversi premi per i suoi progetti tra cui spicca il Compasso d'Oro XX edizione, per il progetto di identità visiva degli Scavi Archeologici di Pompei. Le sue mostre personali si sono tenute al Castel dell'Ovo e Castel Sant'Elmo di Napoli, all'Istituto Francese Grenoble e all'Art Exhibit di Atlanta USA.

Il TransPop è il suo progetto artistico e “SUPERNORMAL” è il nome dell’opera. Al suo interno sono raffigurati per la maggior parte eroi inconsapevoli o involontari e soggetti artistici figli della cultura cartoon di massa, che si trasformano in simboli per la società. Così un’artista donna diventa un’icona; un imbranato uomo medio conquista il pubblico di generazioni per la sua normalità ma anche per il senso di rivincita; un coyote cattivo e perdente diventa protagonista e oscura il protagonista buono.

IABO

Iabo esordisce come writer per poi avvicinarsi progressivamente al mondo dell’arte. La sua curiosità artistica lo spinge verso gli Stati Uniti - a New York e Los Angeles - dove entra in contatto con il panorama underground e gli artisti che ne fanno parte mantenendo comunque saldo il legame con Napoli, città in cui attualmente vive e lavora. Alcuni suoi dipinti sono stati esposti in varie mostre europee e sono entrati in molte collezioni private, anche oltreoceano.

Anche l’opera di Iabo porta avanti il concetto di supereroe, rivisto in una chiave decisamente moderna. In un mondo in cui si aspetta il cambiamento, si ripone la speranza nell’arrivo dei supereroi che riportino un equilibrio nella realtà, non combattendo i cattivi ma i pregiudizi, che poi forse sono la stessa cosa. Ecco la missione di “BATMAN E ROBIN” di Iabo, essere un duo, una coppia, un insieme, un simbolo indefinibile e indefinito per quanto riguarda il loro legame, ma talmente potente da poter dimostrare che non ha importanza ciò che unisce ma ciò che divide.

YELE&TRES

Yele&Tres formano una coppia di visual activist e graffiti artist, con un occhio al design della propaganda del secolo scorso ed uno alle realtà dei nostri giorni. Insieme realizzano artwork radicali e senza filtri.

La loro porzione di strada è “ALWAYS YOU” un’opera che rappresenta razionalità e istinto, forza e fragilità, contrapposizione e armonia. Con questi concetti opposti i due artisti vogliono dimostrare una cosa: qualunque strada tu decida di prendere, sei sempre tu ad agire.

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI

La Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli ha visto nei suoi 270 anni di storia l’avvicendarsi di maestri e allievi che sono stati il fulcro intorno al quale si è generata la storia della pittura napoletana e internazionale. Nell’ultimo decennio, la scuola è stata presenza costante nelle collaborazioni che si sviluppano sul territorio con enti e istituzioni. Quindi, non poteva mancare la sua partecipazione anche per questa attività legata alla città di Napoli.

L’opera, che verrà realizzata da 9 studenti, interroga la realtà e il suo contatto con la tecnologia. Da qui, l'idea di immaginare come una pratica così antica ed eterna, come la pittura, potesse interagire con il medium tecnologico. Il risultato è la rappresentazione del glitch, l'errore di sistema, che ci rende diversi da come credevamo di essere. Il glitch diventa, in un certo modo, allegoria delle difficoltà, ma anche delle possibilità:

Provare a riguardarci e ripensarci con animi rinnovati.